Zero Escape: The Nonary Games - Recensione PlayStation 4

Zero Escape ritorna su PlayStation 4, PlayStation Vita e PC con i primi due capitoli, pronti a rivivere i Nonary Games?

di Nibel

Ciò che sbarcò in Occidente nel 2010 con il nome di 999: Nine Hours, Nine Persons, Nine Doors fu un caso decisamente strano: nonostante fosse stato ricevuto molto bene dalla critica mondiale, questa visual novel fu, sfortunatamente, un fallimento commerciale in Giappone. I rispettivi sequel, Virtue's Last Reward e Zero Time Dilemma, nacquero solamente grazie alle vendite e al supporto fornito dai fan occidentali, rendendo i tre capitoli in questione un'unica serie conosciuta come Zero Escape, ideata dalla geniale mente di Kotaro Uchikoshi, e raccolta in questa nuova collection intitolata Zero Escape: The Nonary Game, purtroppo priva dell'eccellente ultimo capitolo uscito l'anno scorso su Nintendo 3DS e PlayStation Vita. Varrà comunque il prezzo del biglietto?
 
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Il primo titolo della raccolta, 999: Nine Hours, Nine Persons, Nine Doors, inizierà mettendoci dei panni di un giovane ragazzo, Junpei, trovatosi intrappolato all'interno di una stanza di una nave con un particolare bracciale sul braccio sinistro. Con tantissimi interrogativi e poco tempo per fuggire dalla stanza in procinto di allagarsi, Junpei dovrà risolvere tanti piccoli enigmi per trovare la via di fuga da una situazione disperata... nonostante ciò sia solo l'inizio di qualcosa di ben più grande. Il ragazzo si ritroverà infatti, insieme ad altre otto persone, a dover scappare dall'enorme imbarcazione che sta lentamente affondando a causa di Zero, la mente dietro a questa assurda vicenda. Questo enigmatico personaggio ha infatti rapito tutte queste persone per sottoporle al Nonary Game, un brutale gioco di vita o morte, attaccando un particolare bracciale ad ognuno di esse che, in caso di un'eventuale infrazione delle regole, attiverà la bomba presente nell'intestino del concorrente.
L'unico modo per uscire da questo incubo? Trovare la porta numero 9, superando ogni ostacolo posto dalle stanze presenti sul resto della nave. Con il dubbio crescente di un possibile traditore tra il gruppo, alimentato da omicidi e sparizioni improvvise, Junpei dovrà proseguire cooperando con i diversi personaggi che nascondono, in una maniera o nell'altra, un legame più o meno diretto con il colpevole dietro a questa assurda vicenda.

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In Virtue's Last Reward, al contrario, saremo Sigma, un altro studente universitario ritrovatosi suo malgrado in un nuovo Nonary Game con altri otto partecipanti (di cui alcuni decisamente familiari), organizzato da un nuovo Zero con regole decisamente diverse dalle precedenti. Niente navi o porte numerate questa volta, ma solo un enorme bunker pieno di segreti e nessuna certezza di sopravvivere all'interno di un gioco mortale in cui, questa volta, l'obiettivo sarà di accumulare 9 punti sul proprio bracciale per guadagnarsi la libertà. Come? Fidandosi del proprio partner o tradendolo senza scrupoli, attraverso continue decisioni che metteranno seriamente in dubbio la moralità di ciascun concorrente, guidandoci in una nuova trama decisamente più complessa rispetto a quella del primo capitolo ma che ci lascerà, purtroppo, con l'amaro in bocca: se 999 può essere definito praticamente autoconclusivo, Virtue's Last Reward ci porterà a rimpiangere ancor di più la mancata inclusione di Zero Time Dilemma nella collection.

In ogni caso, che si parli di 999: Nine Hours, Nine Persons, Nine Doors o di Virtue's Last Reward, i giocatori si ritroveranno a percorrere una storia incredibilmente ben costruita, ricca di interrogativi e di temi provenienti da studi reali, capaci di immergere chiunque in un'avventura così plausibile che, in certi casi, si farà fatica a distinguerla dalla finzione effettiva.
 
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Il gameplay di entrambi i capitoli ricalca quello di una tradizionale visual novel ma con due grosse differenze. La prima è la presenza, durante particolari punti della storia, delle Escape Room da cui dovremo, letteralmente, fuggire da esse risolvendo svariati enigmi presenti, spaziando dal ritrovamento di semplici indizi fino alla risoluzione di formule matematiche più o meno complesse, guadagnandoci, tra un ragionamento e l'altro, la chiave per l'uscita. La seconda, invece, è la presenza del Flow, la meccanica più intrigante dell'intera serie Zero Escape: se nelle altre visual novel le nostre scelte ci porteranno ad un finale consono alle nostre decisioni, in 999 come in VLR dovremo invece esplorare ogni possibile route per scoprire informazioni extra e proseguire in situazioni apparentemente senza via d'uscita, grazie alla possibilità del protagonista di conservare la propria coscienza e conoscenza durante i diversi salti temporali che compiremo. In un certo senso, il personaggio che impersoneremo rifletterà, in tutto e per tutto, la nostra figura, permettendoci di ricavare un quadro completo a 360° della vicenda ed arrivare alla soluzione di tutto, prevenendo, anticipatamente, moltissime situazioni a dir poco disperate: non stupitevi quindi di arrivare in maniera improvvisa ad un Bad Ending o di ritrovarvi bloccati a causa di un'informazione vitale impossibile da ottenere nella route corrente.

Se Zero Escape ha un punto di forza indiscutibile, come serie, è la capacità tenere incollato il giocatore/lettore con l'uso ben dosato delle proprie meccaniche, stimolando l'utente a rimanere concentrato durante l'intera durata del titolo senza mai annoiarlo e, soprattutto, evitando banalità, ormai particolarmente frequenti nella maggior parte dei giochi rilasciati negli ultimi anni.
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Per quanto si stia parlando di una visual novel, non si può certamente trascurare il comparto tecnico di entrambi i titoli. Nonostante Virtue's Last Reward sia rimasto pressoché invariato dall'edizione originale su Nintendo 3DS e PlayStation Vita (tralasciando l'inclusione del doppiaggio inglese, stranamente assente nelle versioni europee del titolo), 999 ha subito, al contrario un forte processo di rimasterizzazione per sostituire l'assenza del doppio schermo presente su Nintendo DS, oltre a qualche sottile aggiunta. Ciò che noteremo fin dal primo minuto di gioco è l'inserimento del doppiaggio in dual-audio inglese/giapponese, capace di favorire incredibilmente l'immersione nell'intera vicenda rispetto al costante “bip-bip” presente in moltissimi titoli simili su DS quali Phoenix Wright, ed un'interfaccia di gioco alternabile tra Adventure Mode e Novel Mode tramite la pressione del tasto R1: grazie alla prima opzione potremo seguire i dialoghi nella maniera più tradizionale, mentre con la seconda avremo modo di leggere lo svolgimento della vicenda in modo analogo ad un libro, accompagnata da descrizioni dettagliate delle azioni e dei pensieri dei personaggi.

Gli stessi controlli di gioco, sia in 999 che in VLR, sono inoltre stati riadattati per renderli funzionali al DualShock 4 sebbene funzioni come i memo, decisamente utile per appuntarsi direttamente nel gioco i diversi codici che troveremo, siano veramente orribili da utilizzare su PlayStation 4; dopotutto scrivere utilizzando una levetta analogica non è decisamente pratico né facile.
Tralasciando questo leggero difetto, se così si può effettivamente definire, questa collection si difende egregiamente anche sul lato grafico, rappresentato principalmente da scenari prerenderizzati ed artwork in 999 e da una grezza grafica 3D in VLR, utilizzata sia per i personaggi (ideati da Kinu Nishimura) che per le ambientazioni e gli enigmi, ma aggiornata completamente in alta definizione senza sgranature di sorta, fatta eccezione per gli oggetti raccolti in 999 che mostrano, purtroppo, la loro vera provenienza.
Esattamente come per la componente grafica, anche l'audio di entrambi i giochi vanta un miglioramento della qualità delle tracce audio, ancora una volta maggiormente notabile in 999 per ovvi motivi e veramente un ottimo punto a favore per la rimasterizzazione in questione: l'immersione fornita grazie alle ottime tracce a cura di Shinji Hosoe è capace di instillare perfettamente il senso di ansia, terrore o relax a cui ogni scena mira.
 
 
Detto sinceramente, le motivazioni per non comprare Zero Escape: The Nonary Game sono veramente poche nel caso siate amanti delle visual novel, indipendentemente dall'aver precedentemente giocato 999 e Virtue's Last Reward: la rimasterizzazione del primo capitolo, che ricordiamo non essere mai uscito in Europa (se non tramite un scandaloso porting per iOS), accompagnato dall'eccellente secondo capitolo in alta definizione, il tutto su un'unica piattaforma, che sia PlayStation 4, PlayStation Vita o PC, vale tutto il prezzo del pacchetto.


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